“Conosci te stesso: l’inconscio.”

“Conosci te stesso: l’inconscio.”

Nel contesto della prima topica (modello topografico) freudiana, Freud stesso si esprime nei termini seguenti: “Ci esprimeremo meglio dicendo che il singolo processo appartiene dapprima al sistema psichico dell’inconscio e poi, se si verificassero certe condizioni, può passare nel sistema di ciò che è cosciente” (pp. 454-455). “…

Gli impulsi nell’anticamera dell’inconscio sono sottratti allo sguardo della coscienza, che infatti si trova nell’altra stanza: inizialmente essi sono destinati a restare inconsci. 

Se si sono spinti fino alla soglia e sono stati rimandati indietro dal guardiano, ciò significa che sono inammissibili alla coscienza. In tal caso li chiamiamo rimossi. Ma anche gli impulsi che il guardiano ha ammesso oltre la soglia non sono per questo diventati necessariamente coscienti; lo possono diventare solo se riescono ad attirare su dip sé lo sguardo della coscienza. 

A buon diritto chiameremo questo secondo vano il sistema del preconscio. In questo sistema il diventare cosciente mantiene solo il sistema descrittivo. Incorrere nella rimozione significa invece, per ogni singolo impulso, che il guardiano non gli consente di penetrare dal sistema dell’inconscio in quello del preconscio. 

E’ lo stesso guardiano con cui facciamo conoscenza sotto forma di resistenza quando cerchiamo di eliminare la rimozione mediante trattamento analitico”