“Giunsi così a scambiare con le persone tra cui vivevo i segni (movimento del corpo, cenni degli occhi, gesti, emissioni di voce) che esprimono i desideri, e mi inoltrai ulteriormente nel consorzio porcelloso della vita umana, dipendendo dall’autorità dei genitori e degli adulti (…) Dio, Dio mio quali inganni soffrii allora, quando fanciullo, mi veniva indicata come norma di vita retta l’ubbidienza a chi voleva rendermi prospero nel mondo(…) Fui affidato alla scuola per imparavi le lettere (…) Eppure erano busse, se ero pigro a studiare. Era un sistema raccomandato dai grandi.“